E’ una bella pianta rustica, che cresce in casa ma anche all’aperto, e che posta nelle condizioni ambientali adeguate è perenne (ma se tenuta male dura poco). I solanum richiedono una posizione molto luminosa: anche il sole diretto non li danneggia, ma nei mesi invernali è preferibile sistemarli su una scala con vetrata o una veranda a vetri. Nella buona stagione si possono collocare all’esterno, al riparo di un portico che li protegga dal sole forte. Al nord, spostare la pianta all’esterno da maggio fino a fine settembre. Al sud la pianta può restare all’aperto per tutto l’anno. In ogni caso il solanum richiede locali con un buon ricambio di aria (ma teme correnti e venti freddi).

Coltivazione: bagnare con regolarità senza mai lasciar seccare del tutto il terriccio, e senza mai inzupparlo d’acqua. La frequenza ottimale è due volte alla settimana in estate, o tre in caso di elevate temperature, e una ogni due settimane in inverno. Utilizzare un terriccio da fiori con l’aggiunta di un 1/4 di torba. Rinvasare ogni anno dopo la cascata dei frutti, sostituendo tutto il terriccio, addizionando quello nuovo con un cucchiaio da tavola di fertilizzante a lenta cessione. Sul fondo del vaso disporre un pugno di ghiaia per migliorare il drenaggio, ed evitare i ristagni e nell’occasione potare la pianta accorciando i fusti a metà della loro lunghezza, crando una forma compatta. In autunno, con la stessa finalità, operare una cimatura degli steli non fruttiferi che tendono ad allungarsi. Dopo il rinvaso ogni 15 o anche 20 giorni somministrare un prodotto liquido per piante da fiore, fino all’inizio del mese di ottobre.

Evitare di consumare le bacche che produce la pianta, perchè velenose. Tenere la pianta lontano dai bambini e dai cani. Non confondere con le bacche del peperoncino, che invece sono commestibili.

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