Il Pitosporo, detto anche Pittosporo o Pitosforo, è una pianta legnosa sempreverde appartenente alla famiglia delle Pittosporacee, cioè di quelle che hanno i semi ricoperti di resina. E’ un arbusto originario dei paesi subtropicali come l’Africa e l’Asia, e viene utilizzata principalmente come pianta ornamentale sia da interno che per l’esterno, oppure per formare siepi anche di grandi dimensioni.
Il Pitosporo ha un aspetto rigoglioso, e si caratterizza per avere delle foglie di piccole-medie dimensioni, che in alcuni punti si uniscono con dei fiorellini di colore bianco o giallo, (raramente scuri) dai quali proviene un profumo gradevolissimo.

Esiste inoltre una varietà di Pitosporo coltivata principalmente in Nuova Zelanda che presenta delle foglie più larghe alla metà della lunghezza, di un colore più scuro rispetto al verde delle altre varietà nella parte superiore, mentre nella parte sottostante possono essere bianche o tendenti al rosso. Un’altra particolarità riguarda i fiori, che al loro sbocciare (in primavera) diventano di colore marrone e presentano all’estremità dei piccoli frutti tondeggianti. Sempre dalla Nuova Zelanda proviene il Pitosporo “tenuifolium”, con rami di colore scuro ma con foglie verde chiaro. L’ornamento floreale della pianta avviene nel mese di agosto, quando dei piccoli fiori purpurei spuntano vicino l’attaccatura delle foglie, e nelle vicinanze si sente una fragranza di vaniglia.
Alcune varietà, presentano delle colorazioni variopinte sulle foglie: maculate verdi e gialle (Aureo-variegatum), con striature bianche (Augyrophillum), più scure e quindi tendenti al bronzo e al porpora (Purpureum), oppure di una colorazione davvero singolare simile all’argento (Silver Queen).

Per la coltivazione del Pitosporo non è richiesta una particolare abilità. E’ una pianta che si adatta senza problemi al clima del nostro Paese, con qualche eccezione per le regioni in cui d’inverno le temperature scendono al di sotto dei 0 gradi. Necessita di molta luce e possibilmente deve essere al riparo da venti freddi e di forte intensità.

Il Pitosporo è una pianta largamente utilizzata e diffusa nelle zone meridionali della nostra penisola, in quanto non patisce la siccità e la brezza marina, ma non bisogna dimenticare di annaffiarla con una certa regolarità soprattutto durante i mesi più caldi, se si vuole avere un arbusto rigoglioso e lussureggiante.
Se piantata in vaso è consigliabile preparare una base di terra fertile e ben lavorata con l’aggiunta di terriccio e torba, come per le comuni piante ornamentali.
Per una riuscita ottimale, i semi devono essere piantati nel mese di marzo dopo aver eliminato la resina dalla quale sono ricoperti, e solo dopo un anno (verso aprile-maggio) le piantine ottenute potranno essere travasate nel terreno o in un vasi più grandi. Durante lo stesso periodo è possibile eseguire la potatura, una fase molto importante durante la quale è possibile dare alla pianta la forma desiderata, soprattutto se si tratta di doverla pareggiare per creare delle siepi.

Il Pitosporo può essere attaccato e danneggiato da afidi che si nutrono delle foglie e della linfa, rendendo in tal modo tronco e foglie particolarmente resinose. Un buon insetticida o altri prodotti specifici possono rimuoverli e tenere alla larga eventuali altri parassiti o funghi che tendono a sfibrare e ad annerire l’arbusto.

Share