Origini e diffusione
La fragola, così come il pomodoro, ci fa pensare, nell’osservare le sue forme e il suo aspetto, a caratteristiche di carnosità e sensualità: colore rosso, morbidezza, sapore indubbiamente dolce e gustoso.
Frutto molto appetitoso e succulento, non a caso “dolcemente” apprezzato e riconosciuto dal “sapiente” palato dei Romani che solevano mangiarne durante i loro banchetti ed, in particolare, per celebrare la morte di Adone durante le feste ad esso dedicate: si narra, infatti, che alla sua morte, Venere pianse numerose lacrime somiglianti a piccoli cuori, riconducibili proprio alla forma di fragoline.

Descrizione
Genere di piante erbacee delle rosacee, perenni, con rizoma a cespuglio, da cui partono ramoscelli lunghi, sdraiati, detti stoloni, che si fissano al suolo con radici.
La fragola commestibile (fragaria vesca) ha foglie radicali trifogliate, con lungo picciolo e margine dentato, penninervie, munite di pochi peli lucidi; fiori bianchi a corimbo. Il frutto, dolce e profumato, commestibile, con cui si preparano sciroppi, è costituito da piccoli acheni, avvolti in una massa zuccherina carnosa, rossa.
Fiorisce dal maggio all’agosto; è comune nei boschi e nei luoghi ombrosi, orti e giardini. Con la coltivazione si sono ottenute alcune varietà a frutto molto sviluppato ma di minor pregio e sapore.

Coltivazione
Potrete iniziare a pacciamare la fragola nel mese di Marzo, e a proteggere, quindi, il suolo, utilizzando paglia, segature, cortecce di conifere ecc., così da permettere la giusta percolazione dell’acqua, insieme ad un buon arieggiamento.
La sua raccolta avviene nei mesi di aprile, maggio e giugno (mese quest’ultimo adatto anche alla sua riproduzione per stoloni). A giugno, inoltre, la raccolta prosegue sia per la fragola coltivata sotto tunnel sia per quella all’aperto, in pieno campo: ideale sarebbe iniziare tale raccolta nelle prime ore del mattino e quando il frutto è di colore rosso (riconoscibile ad una prima occhiata) deve essere staccato con l’intero calice e con il picciolo per sottrarre la pianta da eventuali attacchi fungini.
La raccolta continua a luglio (stesso mese in cui si può cominciare la piantagione), mentre ad agosto potrete mettere a dimora le piantine di fragola (possibilmente in Luna crescente!).
L’estate è anche il momento migliore per preparare il terreno per il nuovo fragoleto.
Le fragole vengono piantate a filari: la distanza delle piante sulla fila sarà di 25-30 cm., mentre la distanza tra le file sarà di 80 cm. circa, su un terreno ben lavorato, ricco di materia organica, soffice, umido, fresco, bagnato regolarmente ed abbondantemente concimato con letame maturo integrato con fosforo e potassio. Prediligono la posizione al sole. Dopo la concimazione, il terreno andrà baulato (la terra viene ammassata verso il centro) per poter facilitare la formazione di canalette di scolo che garantiranno un appropriato sgrondo dell’acqua.
I fragoleti hanno durata biennale, perché con il passare del tempo le piante riducono la loro produttività. Le piantine per essere sane e giustamente conservate, dovranno avere radici di circa 10 cm.
Nel mese di settembre ed ottobre si potranno effettuare i nuovi impianti di fragola.

Parassiti
La fragola può essere colpita da diversi acari e afidi, in particolare da malattie fungine, quali, ad esempio, la botrite, malattia che si presenta su foglie e frutti sotto forma di muffa causando marciumi e disseccamenti. Altra malattia di origine batterica è la maculatura angolare, che si manifesta con delle chiazze rosse sulla pagina superiore della foglia e di colore più scuro, bruno su quella inferiore, causando debolezza e fragilità, portando al disseccamento della foglia; il batterio può colpire anche il frutto, provocando delle macchie tonde, dalle quali esce del liquido, quasi gommoso. Per tali malattie possono essere utili ed efficaci trattamenti con ossicloruro di rame o zolfo bagnabile.
Altre malattie di foglie sono ruggine, clorosi, oidio.
Prestate particolare attenzione anche ad eventuali attacchi di animali, quali uccelli ed insetti: in questo caso sarebbe bene coprire la pianta con una fitta rete.

Varietà
Le varietà più diffuse sono indubbiamente in Italia sia al sud (Miranda, Pajaro, Chandler) che al nord (Cesena, Idea, Gea, Elsanta, Marmolada). E non dimentichiamo le gustosissime fragoline di bosco.

Proprietà
Parti usate: rizoma e foglie. Proprietà: antigottosi, astringenti, diuretici, emostatici.
Possiamo preparare un ottimo infuso prendendo due pizzichi di radice spezzettata in vaso, con aggiunta di acqua bollente 300 ml.; colare dopo 20 minuti e prenderlo 2-3 volte nella giornata, lontano dai pasti, nella diarrea acquosa e nelle catarri intestinali, nellÂ’artrite e nella gotta.

Per uso esterno, prepariamo un infuso di radice (come spiegato sopra), ideale in gargarismi per bocca e gola. Delle foglie fresche pestate, da applicare sulle ulceri e di notte, sul viso per far scomparire eventuali rossori o chiazze comparse sulla pelle.
Parti usate: frutti. Proprietà: diuretici, vitaminici, mineralizzanti, antianemici, dissetanti, alcalinizzanti. Beviamo allora il suo succo (gr. 50-100) per apportare al nostro corpo vitamine B e C e sali. Oppure mangiamone gr.250 al giorno, suddividendoli in due volte. Sono indicati entrambi i rimedi in casi di artrite, gotta, reumatismi, anemia, ipertensione, obesità, mal di fegato, disturbi intestinali e della sensibilità.
Prepariamo ancora delle fragole gr.300-500 da condire con succo di limone: antiuriche per gli uricemici. Per uso esterno, invece, il suo succo è ottimale come rinfrescante e rassodante di pelli flosce.

Non dimentichiamo che oltre ai consigli di cui sopra, possiamo molto più semplicemente gustarci il suo sapore nei sorbetti, nelle buonissime marmellate, nei gelati, nelle macedonie. La sua essenza viene utilizzata per la produzione di piacevolissimi profumi, bagnoschiuma, saponi, creme per il corpo.

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