La “begonia” è un arbusto di origine tropicale proveniente dal Brasile.
Si tratta di una pianta perenne, che può essere tenuta in vaso o in giardino, ed è utilizzata come pianta ornamentale.
Il suo nome lo si fa risalire a Michel Bégon, il governatore di Saint-Domingue che visse nel 1600. Oltre a essere una specie perenne, fa parte anche della categoria di piante monoiche, cioè presenta fiori maschili e femminili che crescono sulla stessa pianta, ma sono diversi fra loro. I fiori maschili generalmente caduchi, sono appariscenti, e costituiti da quattro petali di forma ovale, di cui due più lunghi e gli altri più corti; quelli femminili, invece, hanno quattro petali uguali fra loro, con un ovaio per il frutto-capsula alato, di forma triangolare, con semi molti fini.
Le begonie sono suddivise in tre gruppi: rizomatose, tuberose, e a radici fascicolate.
Sono utili nella realizzazione di aiuole, bordi fioriti, o per decorare balconi e finestre. Si adattano a terreni freschi e a qualsiasi esposizione, ma richiedono alcuni accorgimenti nella loro coltivazione.
Esistono ibridi di numerose varietà, quelli con fiori bianchi, o rosa e rossi, a fogliame verde lucente, bronzato o rossastro.

Come si coltiva
A seconda del tipo di radice a tubero o ramificata, le begonie possono essere catalogate. Tuttavia la loro classificazione varia anche a seconda della tecnica di coltivazione. Questa necessita di terriccio umido, morbido, pieno di materia organica come humus, e poroso, un mix di foglie e torba che non dovrà mai ristagnare.
Crescono all’ombra, con un’esposizione all’umidità elevata, e la sua moltiplicazione avviene tramite seme, oppure per talea (a radice fibrosa), per divisione attraverso tuberi, o per mezzo di rizoma o talea di foglia.
Le begonie rizomatose acauli perenni vengono coltivate generalmente per la bellezza delle foglie, e dunque da gestire in spazi interni, come la decorazione di appartamenti. Vengono lavorate nelle serre perché essendo piante da sottobosco non tollerano la luce diretta del sole.
Alcune specie, tipo quelle originarie delle foreste richiedono meno illuminazione rispetto a quelle delle foreste tropicali, che quando gli alberi si spogliano, durante l’inverno, sono più esposte alla luce.
Le begonie richiedono molta acqua in estate, attraverso un’annaffiatura costante e frequente, che dovrà essere ridotta con l’approssimarsi della stagione fredda. Per le specie da tubero, l’annaffiamento dovrà essere sospeso per permettere un periodo fisiologico di riposo vegetativo. Ad ogni modo, tutte le specie richiedono una certa quantità d’umidità, purché tenute in ambiente ben areato, ma lontano da correnti d’aria, e non stagnante per non incappare in malattie da funghi. A seconda della specie varia anche la temperatura di esposizione, che non dovrà essere inferiore a 13 gradi.
Durante il periodo vegetativo è opportuno integrare l’annaffiatura con un fertilizzante liquido, da utilizzare ogni due settimane. Le begonie perenni come le semperflores hanno coltivazione annuale, devono essere seminate in autunno, al riparo o sotto vetro, ma anche in primavera seguendo la tecnica per talea nel periodo estivo e svernamento in serra. Quest’ultima tecnica permette di avere piante simili a quella madre. Si prelevano porzioni di foglia, scegliendole fra quelle più sane, fra quelle prodotte da poche settimane, e si utilizzano piccole parti delle venature delle grandi foglie.

Potatura
Per la potatura nelle specie rizomatose e a radici fascicolate, i rami ormai sfioriti devono essere recisi nel mese di marzo, e dopo procedere al rinvaso.
Nelle varietà più rigogliose è opportuno tagliare la cima per evitare che i rami si assottiglino o diventino troppo lunghi.

Parassiti
Sensibile all’attacco di funghi, virus e batteri, i nemici delle begonie sono principalmente i punteruoli, che si nutrono delle radici e perforano i tuberi. L’anguillula galligena, invece, è un parassita che intacca il nutrimento della pianta fino a privargliene. Sovente accade che siano gli acari a colpirne le specie, attaccando quelle più giovani e facendo in modo che le foglie si deformino, provocando anche il loro indebolimento e la compromissione dei boccioli.
La muffa grigia è un’altra delle malattie più comuni. Quando si manifesta, foglie e fiori presentano chiazze scure e macchie bianche sugli steli. E ancora, lÂ’oidio o “mal bianco” forma uno strato di colore bianco e polveroso sulle foglie e sui germogli.
Infine, è da ricordare che le radici delle begonie possono marcire, fino ad assumere una colorazione scura. L’utilizzo di metodi naturali, come l’impiego del piretro, può dimostrarsi una soluzione efficace.

Specie
Ne esistono circa un migliaio, fra erbacee, perenni, sempreverdi e decidue. Fra queste ricordiamo la begonia masoniana, originaria della Cina, che ha foglie pelose di colore verde scuro, con strisce bruno porpora a forma di croce. Il fusto è rosso, carnoso, e ricoperto di peli bianchi.
La begonia rex, originaria dell’India, ha foglie di colore vario, anch’esse ricoperte da una sottile peluria. Fiorisce raramente nel periodo che va da giugno a settembre, con fiori bianchi poco decorativi.
La begonia clarkei e la begonia pearcei sono dell’America meridionale. Hanno fiori rosa che sbocciano d’estate.
La begonia socotrana, dell’isola di Socotra nell’Oceano Indiano, è alta 40 cm, ha fiori molto larghi e colorati che sbocciano d’inverno.
La begonia evansiana, dell’Asia orientale, ha foglie verdi, intense, con fiori rosa da giugno fino a settembre.
La begonia metallica del Brasile, deve il suo nome al colore appunto metallico.
La begonia semperflores, anche questa del Brasile, fiorisce da giugno a ottobre con fiori bianchi, rossi e rosa.

Curiosità
In alcuni paesi del sud America, la begonia ancora oggi significa ricchezza e prosperità. Tuttavia viene regalata anche per proteggere la casa, ed è segno di buon auspicio. È anche simbolo d’attenzione, cioè invita a stare attenti e guardarsi alle spalle.

Simbologie
Come già accennato sopra, fu in onore all’intendente di Santo Domingo, Michel Bégon, che venne dato nome a questa pianta; una pianta che già dalle sue origini “tropicali” ci porta a considerare caratteristiche quali calore, ottimismo, allegria, solarità. Le sue forme, poi, ce lo confermano: foglie vistose per alcune specie, a forma di cuore per altre, di un verde intenso, fiori coloratissimi, fusti eretti e carnosetti.
Addirittura pensate che non cresce bene quando è colpita da raggi lunari troppo forti; al contrario gradisce le esposizioni in pieno sole. Insomma una bellezza radiosa e amabile.
Virgilio (il sommo poeta), nel IV libro delle “Bucoliche” associa la forma di questo fiore ad uno sciame di api (cosiddetta begonia) che nasce “straordinariamente” dalla carcassa di un budello ucciso, sottolineando come la specie umana venga “rinnovata” attraverso questo miracolo. È un’associazione, quindi, positiva, di rinascita, di risurrezione.
Regalare, infatti, una begonia è simbolo indubbiamente di ricchezza, di energia positiva che si vuole trasmettere, di buon auspicio, di buon augurio in casa.
Ma è anche vera un’altra cosa.
Soffermiamoci di nuovo sulle sue forme: i suoi petali possono essere sia lisci che crespi, i fiori semplici ma anche doppi, gli steli doppi e ramificati. Verrebbe da pensare a caratteristiche di “doppia personalità”, di volontà di tramare, di “intessere tele”, di un qualcosa di nascosto e intricato a cui prestare attenzione, mascherate da una bellezza, appunto, vivace e positiva.
Possiamo attribuire, dunque, a questo fiore, soprattutto per le ultime caratteristiche descritte, il sesto Chackra (quello del Terzo Occhio), dell’elaborazione più alta e saggia del pensiero. Se positivo, l’individuo procede all’elaborazione del pensiero nelle forme più manifeste ed armoniche, in piena consapevolezza, in un mondo materiale che non ha più segreti. Se in negativo, come la “doppiezza” appena descritta, si è in disarmonia, si dà un’importanza smisurata al mondo materiale e la mente non riesce più ad elaborare il proprio pensiero in maniera armoniosa, mancando così il contatto effettivo con la realtà.

A chi regalarlo
Data la “dualità” che questo fiore trasmette, prestate attenzione a come regalarlo. La Begonia nasce come fiore da ornamento sui balconi, nei giardini, ma anche in casa, per esempio, nei salotti. Regalarlo quando si è ospiti per un pranzo o una cena o quando si va in visita a casa di qualcuno, amici o familiari che siano, è di buon auspicio, soprattutto se si ha a che fare con persone vivaci, solari, entusiaste, ottimiste, generose, allegre, tolleranti, che adorano circondarsi di persone positive e di belle amicizie. Poco consigliabile come regalo tra giovani coppie: potrebbe “passare” il messaggio alla persona che lo regaliamo (amato/a) che la troviamo di “dubbia personalità”, o che non ci fidiamo abbastanza o ancora, che si voglia magari “mascherare”, “coprire”, donandola, qualche “altarino” commesso.

Proprietà e consigli
La Begonia ha delle proprietà rinfrescanti e calmanti. I suoi fiori sono commestibili e utilizzati per alcune ricette di carne o insalate:occhio perché ha un sapore acre e acidulo. Inoltre rientra nella lista redatta dalla NASA sullo studio di quelle piante e fiori “antinquinanti”che hanno particolari effetti di purificazione dell’aria in ambienti chiusi: riesce ad eliminare i vapori nocivi.

Share